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Centro Storico PDF Stampa E-mail

L’avventura del Centro Storico ha inizio nell’autunno del 1988 ad iniziativa dei fratelli Stefano ed Alfonso Cicalese,Pietro Fimiani, Antonio D’Ursi, ed altri giovani amici. Tanto entusiasmo, pochi soldi, molta buona volontà condussero la neonata creatura verso i primo onorevole campionato di III categoria.L’anno successivo (stagione 89/90) il nucleo originario venne rinforzato con l’innesto di nuove leve; vestirono, così, la maglia, non ancora giallorossa, del Centro Storico Mario Fimiani,Marcello Di Domenico, Ermeneziano Lambiase, Massimo Romano . Quel campionato vide la squadra cavese finire ad un onorevole 9° posto in classifica (vista la giovane età e la mancanza quasi assoluta di esperienza). Nonostante l’entusiasmo di questi ragazzi, tuttavia sembrava che l’esperienza calcistica del Centro Storico dovesse finire dopo solo due anni. Alcuni dei fondatori, infatti, erano intenzionati ad abbandonare a causa di alcuni episodi di violenza di cui erano rimasti vittime nelle ultime giornate del torneo e che li avevano riempiti di amarezza. Fu a questo punto che Mario Fimiani e Marcello Di Domenico presero la decisione di riunire e guidare un gruppo di ragazzini che negli anni successivi avrebbero scritto alcune tra le più belle pagine di storia dello sport minore cavese, e che, soprattutto, avrebbero rappresentato un raro esempio di come si possa, armati solo di sogni e di passione, fare di una squadra di calcio una palestra di amicizia. Non fecero tutto da soli. A loro si unì subito il terzo principale artefice di quella irripetibile esperienza: Enzo Senatore , a cui i due chiesero la sera del 10 settembre 1990 di rilevare a costo zero il Centro Storico per rifondarlo e avviare ad un nuovo campionato di III categoria. Si provvide, non senza difficoltà, all’iscrizione al t orneo, all’acquisto dei materiali, all’organizzazione degli allenamenti, all’allestimento di una rosa, scelta tra il gruppo di amici, che possibilmente non sfigurasse. Marcello Di Domenico assunse la presidenza, Enzo Senatore la vice presidenza, Mario Fimiani chiese ed ottenne di rimanere libero da incarichi societari per potersi meglio dedicare al suo ruolo di goleador implacabile.

L’incarico di allenatore fu affidato ad un altro amico che non può non rivestire un ruolo importante nella storia della squadra: Fabio Gallo . Nell’estate del 1992 la presidenza fu assunta da Enzo lampis e nella dirigenza entrò anche Marco Antonio Monaco . Alla guida tecnica rimase Enzo Senatore mentre nel gruppo di calciatori entrarono altri amici come Sandro Lamberti, Totti Santoriello, Gianfranco Macrì, Valerio Sabatino, Dino Petrone . In II categoria il C. S. si impose subito ai vertici, ingaggiando un aspro e lungo duello con il Victoria di Scafati. Alla fine prevalsero questi ultimi, mentre alla squadra cavese il 2° posto in classifica e, cosa forse più importante, la vittoria della Coppa Disciplina, valsero il diritto ad iscriversi nel campionato di I categoria. Intanto, il gruppo di ragazzini, cresceva e si legava sempre più nei vincoli dell’ amicizia e della passione calcistica, il che costituiva davvero l’arma in più rispetto agli avversari. Al nastro di partenza della stagione 93/94 il Centro Storico si presentò con un nuovo allenatore: Il C. S., ormai ben conosciuto in città, era maturo per ottenere il traguardo tante volte sfiorato: il primo posto finale. Stagione 1994/1995: una partenza travolgente ed una oculata amministrazione del primato, anche nei momenti più delicati, condusse il 14 maggio 1995 il Centro Storico in Promozione.

Come sembravano lontani i primi tempi in cui alcuni ragazzini “scendevano in campo” per inseguire un sogno che allora non intravedevano nemmeno: fare di un gruppo di amici una squadra di calcio ammirata e rispettata da tutti: tifosi, avversari, vertici della federazione regionale… Il sogno era diventato realtà, ma come spesso capita fu proprio questo – insieme al “farsi adulti” di tanti di quei ragazzini – a decretare la fine dell’avventura. E’ vero, fu disputato un’altra grandissima stagione in un campionato estremamente difficile e competitivo, fu raggiunta la salvezza e fu allestita una squadra under 18 e molti sostenitori, giovani e meno giovani, vennero ad ingrossare le file degli accesi tifosi della squadra; ma è altrettanto vero che proprio quell’anno cominciò la parabola discendente della fantastica favola del Centro Storico. Niente e nessuno, però, potrà cancellare l’intreccio di passioni, gioie, sofferenze, incomprensioni, amicizie che hanno legato i giovani protagonisti di questa avventura che ora, ognuno a modo suo, si trovano a fare i conti con un campionato ben più duro e difficile. Lasciamo, dunque, per una volta, che la favola non abbia una fine ma resti sospesa lì nel momento più bello, un attimo prima che il principe azzurro sposi la cenerentola di turno, un attimo prima che l’alba sorga e i sogni della gioventù si infrangano nella realtà quotidiana del giorno… La rosa dei calciatori era composta, oltre i già citati Fimiani e Di Domenico, da Pietro Fimiani, Marco e Giovanni Del Vecchio , Ermeneziano Lambiase, Marco Apicella, Massimo Adinolfi, Antonio Cesaro, Antonio Mastrolia, Salvatore e Luigi Liguori, Giovanni Palumbo, Rino Vicidomini, Enzo Lampis, Roberto Polverino . Dopo un lusinghiero avvio, una crisi di risultati colse la squadra che, però seppe nelle giornate finali riprendersi e salire fino al 4° posto. L’anno dopo (stagione 91/92), sotto la guida tecnica di Enzo Senatore, la rosa fu rinforzata con l’innesto, fra gli altri, di Simone Braca, Paolo Di Prisco, Antonio Fusco, Antonio Russo e Guido Missano nauseato dall’esperienza del calcio professionistico e desideroso di aprirsi ad un football più “vero”. L’avvio non fu esaltante, ma poi la marcia divenne inarrestabile e nelle ultime 15 giornate solo 4 punti vennero lasciati alle avversarie. Il C. S. chiuse al secondo posto che permise il ripescaggio in II categoria. Intanto, il gruppo di ragazzini, cresceva e si legava sempre più nei vincoli dell’ amicizia e della passione calcistica, il che costituiva davvero l’arma in più rispetto agli avversari. Al nastro di partenza della stagione 93/94 il Centro Storico si presentò con un nuovo allenatore:Peppe Bisogno e con alcuni rinforzi come Nico Braca, Nicola De Pisapia, Marco Grimaldi, Vito Arenante e Francesco Marino . La presenza di un nuovo allenatore comportò qualche iniziale sbandamento nella vecchia guardia, ma notevoli erano la forza morale ed il tasso tecnico del gruppo, sicché per il terzo anno consecutivo, nonostante la concorrenza di fior di squadre, fu raggiunto il secondo posto. Il C. S., ormai ben conosciuto in città, era maturo per ottenere il traguardo tante volte sfiorato: il primo posto finale. Stagione 1994/1995: una partenza travolgente ed una oculata amministrazione del primato, anche nei momenti più delicati, condusse il 14 maggio 1995 il Centro Storico in Promozione. Come sembravano lontani i primi tempi in cui alcuni ragazzini “scendevano in campo” per inseguire un sogno che allora non intravedevano nemmeno: fare di un gruppo di amici una squadra di calcio ammirata e rispettata da tutti: tifosi, avversari, vertici della federazione regionale… Il sogno era diventato realtà, ma come spesso capita fu proprio questo – insieme al “farsi adulti” di tanti di quei ragazzini – a decretare la fine dell’avventura. E’ vero, fu disputato un’altra grandissima stagione in un campionato estremamente difficile e competitivo, fu raggiunta la salvezza e fu allestita una squadra under 18 e molti sostenitori, giovani e meno giovani, vennero ad ingrossare le file degli accesi tifosi della squadra; ma è altrettanto vero che proprio quell’anno cominciò la parabola discendente della fantastica favola del Centro Storico.

Niente e nessuno, però, potrà cancellare l’intreccio di passioni, gioie, sofferenze, incomprensioni, amicizie che hanno legato i giovani protagonisti di questa avventura che ora, ognuno a modo suo, si trovano a fare i conti con un campionato ben più duro e difficile. Lasciamo, dunque, per una volta, che la favola non abbia una fine ma resti sospesa lì nel momento più bello, un attimo prima che il principe azzurro sposi la cenerentola di turno, un attimo prima che l’alba sorga e i sogni della gioventù si infrangano nella realtà quotidiana del giorno…

                                                                                               Mario Fimiani